I protestati: chi sono, guida completa al prestito anche a protestati

Il protestato è colui che ha subito un protesto, ossia un atto pubblico con valore giudiziario che serve per provare il mancato pagamento di un titolo di credito. A redigerlo sono gli ufficiali levatori (cioè i notai) e quelli giudiziari, con l’aiuto dei segretari comunali e i capi di Stanza di Compensazione della Banca d’Italia. Per esser valido il protesto deve seguire un iter complesso quanto preciso, composto da 4 fasi: l’avviso di levata, la levata di protesto, il bollettino protesto e – nei casi più gravi – l’iscrizione al registro dei protestati. Tutta questa trafila può durare per mesi, fino al momento dell’iscrizione al registro – che di solito può durare per cinque anni.

Le cause del protesto possono essere varie, e tra queste:

      Aver pagato tramite un assegno a vuoto, collegato a un fondo scoperto o che non possiede la cifra necessaria a coprire la spesa;

      Lasciare scoperto un assegno post datato;

      Far girare assegni falsi o non compilati in maniera adeguata, mettendo il creditore nella situazione di non poter riscuotere il denaro che gli spetta;

      Saltare o ritardare il pagamento di una rata del mutuo o di un prestito.

In base alla causa possiamo distinguere due tipi di protesto: uno bancario – in caso di irregolarità nel conto o negli assegni – e un secondo tipo definito protesto cambiale – quando ad essere coinvolte sono proprie le tratte e i pagherò, ovvero le cambiali.

Una volta stilato l’atto e notificato al diretto interessato, il debitore è ancora in tempo a redimersi pagando al creditore il denaro che gli spetta (comprensivo di spese legali). Così facendo potremo evitare di vederci iscritti al registro Crif, rendendo la sentenza di protesto ancor più critica. Infatti il protesto dura per ben 5 anni, prima di eliminarsi automaticamente. In questo lasso di tempo però il soggetto potrebbe avere problemi anche molto seri a ottenere un nuovo finanziamento, in quanto risulta poco affidabile finanziariamente agli occhi delle banche. Tuttavia in alcuni casi sarà possibile chiedere nuovamente credito, se sappiamo giocarci al meglio le nostre carte. Per farlo possiamo seguire i consigli reperibili sul sito internet linkato in precedenza.